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Hamburger, da junk food a piatto gourmet
Pubblicato il 25/01/2017

Hamburger, da junk food a piatto gourmet

Con la nascita di nuovi stili di vita legati ai convulsi ritmi lavorativi e alla frenesia della vita quotidiana, non escludendo i pasti, nacquero a cavallo degli anni '80 e'90 i Fast Food e con essi il loro must: hamburger e patatine fritte.

Inutile dire che ben presto questi pasti frugali sono diventato sinonimo di cibo non di grande qualità. Il fenomeno dilagante in America, ma non trascurabile in Italia, ha portato alla vera e propria teorizzazione dello junk food come quello servito nei ristoranti fast food.

Oggi, già da qualche anno in verità, la situazione sembra totalmente cambiata. Sarà perché il cliente -specie italiano, ma anche europeo in genere - dà sempre più importanza alla qualità del cibo che assume; sarà per lo svilupparsi di tendenze alimentari come quella del bio che cerca di non lasciare nulla al caso nell' alimentazione, nuovi ristoranti e tavole calde che uniscono alla velocità del servizio una proposta gastronomica degna di questo nome, originale, attenta alle materie prime e alla nostra salute si vanno sempre più affermando.

Ecco approdare nei menù da asporto prodotti biologici, zuppe, insalate, verdure fresche e sane. Nascono hamburgherie di alta gamma che garantiscono l’utilizzo esclusivo di carni di ottima qualità e di provenienza italiana. Parole d'ordine come filiera corta, km zero e valorizzazione dei prodotti del territorio diventano di largo consumo.

I colossi del fast food classico cercano di adeguarsi ingaggiando finanche grandi chef stellati per firmare menù rivisitati all'insegna del passaggio dell'hamburger dallo junk food al piatto gourmet.

Hamburger fatti da triti di Fassona o Scottona piemontese oppure Chianina, perché no, campeggiano in bella mostra di se. Salse nostrane e non, dal Guacamole alla salsa thailandese Tom-Yum, accompagnano, danno morbidezza ed esaltano il gusto di carni assolutamente pregiate.

Tutto ciò fa dimenticare all'avventore dei locali dove si servono tali delizie di aver scelto un semplice panino e fa sospettare di aver ordinato un piatto con un punteggio di forchette illimitate, tanto da far pensare di essersi magicamente catapultati ad un evento di degustazione, e di vestire i panni di un vero intenditore enogastronomico, almeno per un'ora.


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