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La dieta iposodica
Pubblicato il 01/11/2017

La dieta iposodica

Il nostro organismo ha bisogno di innumerevoli nutrienti che, spesso e per le più svariate ragioni, in alcuni regimi alimentari o difettano o abbondano. I sali minerali sono uno di questi elementi e a differenza di carboidrati, proteine o grassi  sono meno 'visibili' e conosciuti ma la loro mancanza o sovrabbondanza crea danni e anche non da poco.


Il sodio è il principe di questi sali e l'apporto di sodio attraverso l’alimentazione avviene attraverso due modalità: discrezionale e non discrezionale. Secondo una ricerca di qualche anno fa il sodio discrezionale rappresenta mediamente il 36% di sodio assunto; il rimanente 64% (sodio non discrezionale) è suddiviso fra quello contenuto naturalmente negli alimenti (10%) e quello aggiunto nei prodotti trasformati (54%) che consumiamo quotidianamente.


Quando si parla di dieta iposodica viene spontaneo riferirla alle problematiche relative alla pressione alta. In realtà, il ruolo del sale nell’ipertensione arteriosa non è stato del tutto chiarito, anche se il primo consiglio che viene dato ai soggetti ipertesi è proprio quello di moderare il consumo del cloruro di sodio.


La dose giornaliera raccomandata di sodio da assumere non deve superare i 3500 mg/giorno. Noi italiani siamo grandissimi consumatori di sale: il motivo è che amiamo i piatti saporiti, certo ha poco senso stilare un lunghissimo elenco di cibi contenenti discrete quantità di sodio per poi bandirli dall’alimentazione come anche affidarsi alle miracolose acque povere di sodio tanto reclamizzate.


Bilanciamento è la parolina magica, alimentazione bilanciata – soprattutto in regime iposodico - che non demonizzi nessun cibo ma ne preveda un'assunzione nelle giuste quantità. Partendo dal presupposto già enunciato che il sale nelle pietanze c'è già in natura l'avvertenza di evitare di 'salare' i cibi è fondamentale, come fare un uso parco di salumi e di quei cibi confezionati che prevedono panature o cose similari. Evitare l'uso di alimenti che contengano glutammati vari è un altro  buon consiglio. Via libera poi a tutti i cibi freschi, come frutta, verdura, carboidrati, meglio se integrali, carne bianca e pesce.


In realtà sappiamo bene che ogni patologia può essere decisamente meglio gestita se il soggetto ha un buon stile di vita. L’alimentazione quindi è un’arma in più che è tanto più potente quanto più si vive meglio.


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