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Street  food: Italia sul tetto del mondo
Pubblicato il 13/01/2016

Street food: Italia sul tetto del mondo

Dilaga la moda dello street food: Italia ai vertici in Europa per qualità e varietà del suo cibo da strada.

Conosciuto per essere la patria della dieta mediterranea e della tradizione del convivio, non tutti sanno che il nostro è anche uno dei Paesi europei in cui è meglio radicata la cultura dello street food. Italia, Paese di pasta e pizza ma anche di arancini e supplì, di panini farciti e di tante sfizioserie da mangiare rigorosamente con le mani, per la strada, seduti a un tavolino o passeggiando per la città.

È un fenomeno da sempre radicato nel tessuto sociale italiano, soprattutto al sud, ma solo negli ultimi anni si è diffuso in modo capillare in tutto lo stivale. Oggi, il cibo da strada può essere scovato in tutte le città del Paese, con diverse sfumature che permettono di apprezzare e conoscere al meglio il territorio.

Ma come nasce lo street food? Si può dire che nasce con il radicarsi delle consuetudini dell'uomo civile, già i greci e i romani ne facevano incetta, soprattutto i ceti più poveri. Non avendo la possibilità di disporre di una vera e propria cucina, infatti, era usanza preparare pasti frugali per le strade: erano cibi semplici come il pesce fritto, da gustare con le dita.

Nato quasi per caso e per rispondere a esigenze diverse, lo street food è diventato un vero e proprio fenomeno gastronomico italiano e mondiale. Oggi è tra i cibi di tendenza anche grazie ai tanti programmi televisivi che hanno trasformato un'usanza in una moda, in qualcosa di irrinunciabile (per una panoramica sulle tendenze 2015 del Food & Beverage, cliccate qui: http://www.adhocash.it/blog/food-beverage-2015-cosa-ricorderemo-dell-anno-appena-concluso.html). Inoltre, la semplicità di preparazione, la velocità di consumo, i costi irrisori d'acquisto, ne fanno una tipologia di alimenti accessibile a tutti, in qualunque momento della giornata.

Dal nord Europa alla Grecia, dal Vecchio al Nuovo Continente, passando per i Paesi asiatici, certamente non esiste città al mondo in cui non ci si possa deliziare con succulenti piatti da consumare rapidamente. Ma quali sono le principali differenze tra le tradizioni di quest'arte culinaria? Italia ed Europa meridionale possono dirsi accomunate da una medesima corrente gastronomica, ma il cibo da strada made in Italy si caratterizza da sempre per l'elevata qualità dei suoi prodotti e per la semplicità delle preparazioni. In molti casi si parla addirittura di cibi gourmet grazie all’utilizzo di prodotti tipici italiani, eccellenze a cui anche il gruppo Adhoc  pone particolare attenzione, selezionando solo i fornitori più qualificati e promuovendo il rispetto delle tradizioni locali.

Lo street food italiano è senza dubbio tra i più amati al mondo, oltre che per l'eccellenza dei prodotti utilizzati e per la cura nella preparazione, anche per la straordinaria varietà di prodotti, che spazia dalle carni ai pesci, passando per i composti vegetali e farinacei.

Addentrandosi in un parallelismo tra la cultura italiana del cibo da strada e quella mondiale, ci sono tantissime differenze ed emerge come il Bel Paese abbia in qualche modo mantenuto le usanze antiche. Nel nostro Paese, infatti, il fritto caratterizza tantissime delle "italiche pietanze": crocché, arancini (o arancine), pizze e pesci fritti rappresentano gli alimenti di base di questo genere di cucina. Tuttavia, similitudini con la tradizione nostrana, si ritrovano anche nei Paesi Mediorientali, dove il Falafel la fa da padrone, oppure in Spagna, dove i churros rappresentano la miglior prelibatezza da consumare rapidamente per le vie della città. In Giappone, invece, chi cerca il fritto può assaporare i takoyaki, polpette di polpo fritte. E mentre in India ci si delizia il palato con i Samosa, fagottini fritti ripieni di verdure, passeggiando nella uggiosa Inghilterra, non si può far a meno di mangiare fish and chips.

A differenza dello street food italiano, in altre zone del mondo si fa un grande utilizzo del metodo di cottura arrosto: a Istanbul, per esempio, va di gran moda il la pannocchia arrostita, il msir; a Bali c'è il Satè, lo spiedo di agnello cotto sulla brace del fuoco preparato con le bucce del cocco e in Grecia ci sono i souvlaki, spiedini di carne arrosto servito con la salsa tzatziki.

Tra i piatti da strada che sono entrati nel gotha dello streedfood mondiale, però, va menzionata la injera, una focaccia etiope di farina teff, dalla consistenza spugnosa, che accoglie qualsiasi tipo di carne, tranne il maiale, e le verdure al barberè. Chi cerca qualcosa di originale e strano può volare in Corea, dove i bachi da seta cotti e conditi sono tra i cibi da strada più prelibati.

Per chi è curioso di assaporare queste "prelibatezze" internazionali, non è necessario viaggiare per il mondo, basta visitare uno dei tanti festival dello street food: Italia ed Europa sono ricche di manifestazioni di questo genere, spesso itineranti, come lo Streeat - FoodtruckFestival che fa tappa in numerose città d'Italia con la sua carovana di esperti di cibi da strada internazionali. O ancora, il Festival del Cibo di Strada di Cesena, interamente dedicato alle regione del Centro Sud Italia.

In altri paesi del Vecchio Continente invece, tra i più interessanti troviamo l'European Street Food Festival che solitamente nei primi mesi dell'anno gira per intero l'Austria, portando prelibatezze da tutto il mondo; in Danimarca invece, a luglio, si tiene il Fresh Food Festival, dove non si celebra solo il cibo, ma uno stile di vita salutare basato sulla cura del corpo e della mente. Ma i festival di questo genere sono veramente tanti, i più curiosi possono dare un'occhiata al sito: http://foodfestivalseurope.com/

Per concludere possiamo dire che, tradizione e genuinità sono i capisaldi che contraddistinguono la cucina di strada, molto più che una moda, ma uno specchio della società.

Street food  Italia:  patria del buon cibo, quindi, anche di quello da strada, spesso sottovalutato ma dall'elevato valore nutrizionale, che mette d'accordo tutti i palati, anche i più esigenti.

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